Gli interventi laser per la correzione della diottria e le operazioni di cataratta di solito non fanno parte della stessa storia. I primi sono pensati per persone infastidite dalla diottria che desiderano una visione più libera senza occhiali. Le seconde sono interventi con cui aiutiamo i pazienti nei quali, a causa dei cambiamenti legati all’età, la vista ha iniziato progressivamente ad offuscarsi.
Nella pratica quotidiana si tratta generalmente di due mondi completamente separati: pazienti diversi, età diverse, problemi diversi e anche modalità di trattamento diverse. Per questo motivo, di solito non si prende in considerazione l’esecuzione di entrambi gli interventi contemporaneamente.
Proprio per questo il caso della paziente che si è presentata alla visita nel nostro ambulatorio è stato qualcosa di speciale. In lei, infatti, non erano presenti solo due diversi problemi visivi, ma anche una domanda che raramente ci poniamo: cosa fare quando, nello stesso paziente, si incontrano condizioni che normalmente trattiamo separatamente?
Una paziente con due problemi diversi
La paziente si è presentata alla visita con una diottria molto elevata. Senza occhiali non era in grado di svolgere normalmente le attività quotidiane, per cui il suo desiderio era comprensibile e molto chiaro: vedere bene senza una dipendenza costante dagli occhiali.
Durante la visita, però, è emerso che il problema non era uno solo. La visione era ridotta in entrambi gli occhi, ma per motivi completamente diversi. In un occhio era già presente una cataratta avanzata, che offuscava ulteriormente la vista e riduceva il contrasto. Nell’altro occhio, invece, il cristallino era perfettamente trasparente, senza segni di cambiamenti legati all’età, ma l’elevata diottria limitava comunque in modo significativo l’acuità visiva.
Una combinazione di questo tipo non è comune. Invece di una singola causa chiara del deficit visivo, ci siamo trovati di fronte a due problemi distinti, ciascuno con la propria logica e la propria soluzione. Ed è proprio questo che ha richiesto una riflessione diversa sui passi successivi.
Quando una sola soluzione non è sufficiente
Dopo la visita è diventato chiaro che il percorso classico non sarebbe stato la scelta migliore. Limitarsi a una sola soluzione avrebbe significato aiutare la paziente solo parzialmente. La domanda non era se intervenire, ma come e quando. Una possibilità era un approccio graduale, con due interventi separati e due periodi di recupero distinti. L’altra, più globale ma anche più insolita, era affrontare entrambi i problemi contemporaneamente.
Dopo un’attenta valutazione e l’analisi dei risultati degli esami, ho preparato per la paziente un piano individuale. Abbiamo deciso per un approccio combinato: su un occhio un intervento laser SMILE Pro per la correzione della diottria, sull’altro un’operazione di cataratta con impianto di una lente intraoculare premium. Tutto nello stesso giorno.
In decisioni di questo tipo, il dialogo con il paziente è fondamentale. È importante che comprenda tutte le opzioni, il decorso degli interventi e anche il fatto che il secondo intervento venga eseguito solo se il primo procede senza complicazioni e se sono soddisfatte tutte le condizioni di sicurezza. La decisione è stata ponderata, condivisa e adattata alla paziente.
Due interventi, un solo giorno
Il giorno dell’intervento tutto si è svolto con calma e secondo il piano. Per prima cosa è stata eseguita la correzione laser della diottria su un occhio. Dopo il completamento con successo di questa fase, abbiamo proseguito con l’operazione di cataratta sull’altro occhio, impiantando una lente intraoculare premium. Quest’ultima è stata scelta in modo da garantire anche un’ottima visione da vicino. Nonostante siano stati eseguiti due interventi diversi, il vantaggio per la paziente era evidente: un solo giorno operatorio e un unico periodo di recupero.
Quando conta una visione globale della vista
Il risultato degli interventi è stato eccellente. La vista è migliorata in modo significativo e il recupero è avvenuto senza complicazioni. È difficile dire chi tra me e la paziente fosse più entusiasta.
Proprio casi come questo rappresentano per me la più grande soddisfazione e motivazione per svolgere questo lavoro con tanta dedizione e passione. Quando vedi che, grazie all’esperienza e a un approccio individuale, hai aiutato qualcuno a ottenere una vista migliore, maggiore libertà nella vita quotidiana, il tuo lavoro acquista il suo vero significato.
Questa storia dimostra chiaramente quanto sia importante considerare la vista in modo globale. Entrambi gli occhi lavorano insieme, quindi la soluzione migliore non è necessariamente un unico intervento. A volte è necessaria una combinazione ponderata di approcci diversi, adattati alla singola persona. Solo con una visione d’insieme e soluzioni personalizzate possiamo ottenere risultati che migliorano davvero e a lungo termine la qualità della vita.
