Nazaj

Quando l’occhio secco non è più solo un problema degli occhi

Igor Šivec Trampuž, dr. med.

Igor Šivec Trampuž, dr. med.
specialista in oftalmologia

6972-3 min06. 01. 2026

occhio seccoinfezioni

Gli occhi secchi vengono spesso percepiti come un fastidio della vita moderna, qualcosa che attribuiamo alle lunghe ore davanti agli schermi o all’aria secca. In ambulatorio, però, emerge molto rapidamente che per molte persone si tratta di qualcosa di ben più serio di un disturbo occasionale. Come oftalmologo, incontro quotidianamente pazienti nei quali l’occhio secco influisce in modo significativo sul benessere, sulla concentrazione e sulla qualità della vita. Proprio per questo, negli ultimi anni, ho iniziato anch’io a guardare a questa patologia in modo diverso rispetto al passato.

Per molto tempo abbiamo trattato l’occhio secco soprattutto a livello locale, con diverse gocce e pomate. Sebbene le lacrime artificiali senza conservanti e i farmaci antinfiammatori rimangano alla base della terapia, è sempre più chiaro che il successo del trattamento non dipende solo da ciò che applichiamo nell’occhio. Le ricerche scientifiche richiamano sempre più spesso l’attenzione sul ruolo del microbioma, un ecosistema complesso di microrganismi che influisce in modo rilevante sul funzionamento del sistema immunitario. Quando questo equilibrio viene alterato, può svilupparsi un’infiammazione cronica che non si manifesta solo nell’intestino o nel cavo orale, ma anche sulla superficie oculare e nel film lacrimale.

Nella gestione dell’occhio secco oggi adotto quindi sempre più spesso una visione più ampia. Sebbene non siamo ancora in grado di trattare il microbioma in modo mirato, possiamo influenzarne indirettamente l’azione in maniera significativa. L’alimentazione, lo stile di vita e le abitudini quotidiane hanno spesso un impatto maggiore di quanto immaginiamo sull’andamento della malattia. Un’alimentazione equilibrata, ricca di fibre e alimenti fermentati, insieme a un uso consapevole degli integratori alimentari, può contribuire a ridurre i processi infiammatori nell’organismo. Altrettanto importante è una corretta e regolare igiene delle palpebre, che aiuta a mantenere l’equilibrio del microbioma oculare e a prevenire la proliferazione di batteri che accelerano l’evaporazione delle lacrime.

Un ruolo particolare nella gestione moderna dell’occhio secco è svolto anche dai metodi che mirano ad agire sulle cause stesse della patologia. In molti pazienti il problema risiede in una ridotta funzionalità delle ghiandole di Meibomio, responsabili della stabilità del film lacrimale. In questi casi utilizziamo trattamenti come la terapia con luce OptiLight, che contribuisce a ridurre l’infiammazione sul margine palpebrale, e la terapia LipiFlow, che attraverso calore e pressione controllati apre le ghiandole ostruite e ne stimola il ripristino della funzione. Approcci di questo tipo non offrono solo un sollievo temporaneo, ma consentono un miglioramento più stabile e duraturo della condizione.

Oggi considero l’occhio secco come una condizione che richiede un approccio individuale e globale. Combinando le moderne possibilità diagnostiche e terapeutiche con la comprensione dei processi più ampi che avvengono nell’organismo, possiamo offrire ai pazienti molto più di un semplice alleviamento temporaneo dei sintomi. L’obiettivo del trattamento non è solo ridurre la secchezza oculare, ma permettere alle persone di sentirsi meglio e più rilassate nella vita di tutti i giorni.