Le opacità fluttuanti nel campo visivo, sotto forma di puntini, filamenti, nebbioline o le cosiddette “mosche volanti”, sono un disturbo molto comune che tende ad accentuarsi con l’età. Si formano nel corpo vitreo, il gel che riempie l’interno dell’occhio. Nella maggior parte dei casi inizialmente sono appena percettibili, ma con il tempo possono addensarsi e diventare decisamente fastidiose, soprattutto durante la lettura, il lavoro al computer o l’osservazione di superfici luminose. La rimozione laser delle opacità (vitreolisi laser) può rappresentare una soluzione molto efficace ed elegante a questi disturbi, ma non è indicata per tutti. La possibilità di risolvere i problemi causati dalle opacità può essere valutata solo dopo un accurato esame oculistico e un colloquio approfondito. Per rendere più chiaro come prendo le decisioni nel consigliare il trattamento delle opacità vitreali, vi descriverò alcuni casi tipici tratti dalla pratica clinica quotidiana.
Caso 1: paziente giovane con piccole opacità
Un uomo di 25 anni riferisce da diversi anni la presenza di numerose piccole opacità davanti a entrambi gli occhi. Le descrive come puntini, filamenti e spirali che con il tempo sono aumentati e lo disturbano molto durante il lavoro al computer. All’esame riscontro un corpo vitreo omogeneo, senza segni di distacco, con solo piccole addensazioni degenerative. In questo caso la vitreolisi laser non è una soluzione appropriata. L’intervento non viene mai eseguito finché il corpo vitreo non si è distaccato spontaneamente, evento che si verifica più spesso intorno ai 60 anni. Prima di allora la procedura potrebbe essere pericolosa, poiché potrebbe causare un collasso prematuro del vitreo e persino una rottura della retina. Circa il 75% delle persone sopra i 65 anni presenta già un distacco del vitreo, mentre sotto i 40 anni è un evento molto raro. In situazioni come questa cerco soprattutto di rassicurare i pazienti. Quando comprendono che la condizione non è pericolosa, riescono più facilmente a ignorare le opacità. Inoltre aiuta la cosiddetta neuroadattazione, grazie alla quale il cervello, con il tempo, smette inconsciamente di percepire le opacità e “le dimentica”.
Caso 2: dopo intervento di cataratta
Un uomo di 72 anni è stato operato di cataratta a entrambi gli occhi tre anni fa e vede molto bene. Nell’ultimo anno, però, è fortemente disturbato da una grande “mosca” davanti all’occhio destro, che durante la lettura si posiziona sempre al centro del campo visivo. All’esame riscontro un distacco del vitreo con una tipica grande opacità nel settore centrale. Questo paziente è un candidato ideale per la vitreolisi laser. Quando si tratta di una o poche opacità grandi e ben delimitate nel campo visivo centrale, la rimozione laser è molto indicata. L’intervento è spesso ancora più efficace nei pazienti già operati di cataratta. Dopo la procedura, la qualità della visione e della vita quotidiana di solito migliora in modo significativo.
Caso 3: miopia elevata
Una donna di 57 anni presenta una miopia elevata (–9,00 diottrie) e da anni nota dense nebbioline e strutture simili a ragnatele davanti a entrambi gli occhi. Le opacità aumentano progressivamente e la paziente ha la sensazione di un peggioramento visivo. All’esame riscontro un distacco del vitreo bilaterale con opacità estese e dense in tutto lo spazio vitreale. In questi casi la vitreolisi laser non è efficace. Quando le opacità sono molto numerose e riempiono l’intero corpo vitreo, non è possibile rimuoverle con il laser in misura tale da ottenere un miglioramento visivo significativo. In tali situazioni l’unica opzione è la rimozione chirurgica del vitreo mediante un intervento chiamato vitrectomia.
Caso 4: distacco recente del vitreo
Una donna di 63 anni riferisce da tre giorni la comparsa di un puntino e di una ragnatela davanti all’occhio sinistro, accompagnati la sera da lampi luminosi. All’esame riscontro un distacco recente del vitreo con una singola opacità centrale; la retina è integra. In questi casi l’opacità fastidiosa può essere rimossa con il laser, ma non immediatamente. In presenza di un distacco recente del vitreo si attende sempre da 4 a 6 mesi affinché la situazione si stabilizzi. Se dopo questo periodo le opacità sono ancora disturbanti, è possibile rimuoverle in sicurezza con il laser.
Quando, quindi, la vitreolisi laser può probabilmente essere d’aiuto?
Se avete più di 50 anni e da tempo notate nel campo visivo una o alcune opacità più grandi che vi ostacolano costantemente nella lettura, nel lavoro o in altre attività quotidiane, esiste la possibilità che la rimozione laser delle opacità possa aiutarvi. È importante che le alterazioni siano presenti da almeno alcuni mesi e che incidano realmente sulla qualità della visione e della vita. La decisione finale, tuttavia, non si basa mai solo sulla percezione soggettiva, ma su un esame accurato del fondo oculare con pupilla dilatata e su un confronto sincero riguardo alle possibilità e alle aspettative realistiche. Solo così è possibile valutare insieme se l’intervento sia sicuro, appropriato e realmente utile nel singolo caso.
