Nazaj

Cosa controllo durante una visita a causa dei disturbi del corpo vitreo?

Urša Pečjak, dr. med.

Urša Pečjak, dr. med.
specialista in oftalmologia

4892-3 min10. 03. 2026

opacitàvitreo

Le opacità del corpo vitreo possono essere piuttosto fastidiose e disturbare una visione nitida. Molto spesso sono oggetto di discussione durante le visite oculistiche. Poiché non sono pericolose, ancora un decennio fa gli oftalmologi non vi dedicavano molta attenzione. Oggi sappiamo che il trattamento efficace di queste alterazioni può essere fondamentale per ottenere una buona qualità visiva. Purtroppo però l’intervento non può essere eseguito in modo sicuro ed efficace in tutti coloro che lo desiderano. Prima di decidere è indispensabile effettuare un consulto e un esame del fondo oculare. Quali sono quindi le informazioni chiave di cui ho bisogno e cosa è importante verificare durante la visita? Su quali elementi si basa la decisione?

Il colloquio è molto importante. Mi interessa soprattutto sapere da quanto tempo sono presenti le opacità. Ho già più volte sottolineato che, dal primo comparire più evidente dei cambiamenti (che di solito sono conseguenza del distacco del corpo vitreo), è opportuno attendere 4 - 6 mesi prima di procedere con il trattamento laser. Nei pazienti che in passato sono stati trattati più volte per infiammazioni profonde dell’occhio uveiti di norma non mi decido per l’intervento, perché tale trattamento potrebbe riattivare l’infiammazione. Sono prudente anche con chi è in cura per pressione oculare elevata, poiché in questi casi esiste un rischio maggiore di aumento temporaneo o permanente della pressione intraoculare.

Misuro sempre l’acuità visiva e la pressione oculare. In presenza di pressione oculare elevata sono molto prudente nella decisione di procedere con l’intervento.

Eseguo un esame approfondito dell’occhio con pupilla dilatata e una fotografia del fondo oculare. In questo modo valuto la quantità, la dimensione e la posizione delle opacità all’interno dell’occhio. In genere con il laser posso trattare le opacità situate nella parte centrale dell’occhio e raggiungibili dal raggio laser. È inoltre importante che siano sufficientemente lontane da strutture oculari vitali, come il cristallino e la retina, che potrebbero essere danneggiate dal laser. Se le opacità sono troppo numerose, invece del trattamento laser propongo più spesso la rimozione chirurgica mediante vitrectomia.

È importante anche l’origine delle opacità. Nella maggior parte dei casi si tratta di addensamenti del corpo vitreo legati all’età, che rappresentano la principale indicazione per la vitreolisi laser. Se invece gli addensamenti sono conseguenza di un’infiammazione oculare, non devono essere trattati con il laser, perché si potrebbe provocare una riattivazione dell’infiammazione.

Esistono inoltre due particolari tipi di addensamenti nel corpo vitreo che non possono essere rimossi con la vitreolisi: la synchysis scintillans (numerosi piccoli cristalli di colesterolo che possono formarsi dopo traumi oculari, emorragie o infiammazioni) e l’ialosi asteroidale (un accumulo di particelle di calcio-fosfato e lipidi, associato all’invecchiamento, ma anche al diabete o a livelli elevati di colesterolo nel sangue).

Dopo un esame di questo tipo posso stabilire se l’intervento è realizzabile, opportuno e sicuro. Prima di procedere spiego sempre al paziente cosa può ottenere con questo trattamento e quali sono i suoi limiti. È importante sapere che con l’intervento non è possibile eliminare tutte le opacità, ma solo quelle centrali e più grandi, che di solito sono anche le più fastidiose. Ho infatti osservato che, quando le aspettative sono realistiche, la soddisfazione da entrambe le parti è decisamente maggiore.