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Calazio senza intervento chirurgico? Quando può aiutare un’iniezione nella palpebra

Jasna Perković, dr. med.

Jasna Perković, dr. med.
specialista in oftalmologia

1894-5 min01. 04. 2026

visite ed esamihalacij

Un nodulo sulla palpebra non sembra un grande problema per la maggior parte delle persone, finché non persiste per settimane o addirittura mesi. A quel punto diventa fastidioso, visibile e talvolta anche doloroso. Molti temono che l’unica soluzione sia l’intervento chirurgico. In pratica, però, non è sempre così. Oggi, nel trattamento del calazio, abbiamo diverse possibilità, tra cui può essere molto efficace anche l’iniezione di corticosteroide direttamente nel nodulo. Si tratta di una procedura ambulatoriale breve che, in pazienti selezionati, permette di ridurre rapidamente l’infiammazione ed evitare così l’intervento chirurgico.

Le misure iniziali classiche restano gli impacchi caldi, il massaggio e l’igiene delle palpebre, mentre nei casi ricorrenti si può intervenire anche sulla causa dell’infiammazione e sulla disfunzione delle ghiandole di Meibomio, ad esempio con la terapia IPL OptiLight.

Quando la cura domiciliare non è sufficiente

Il calazio è un nodulo sulla palpebra che si forma a causa di una ghiandola di Meibomio ostruita e infiammata. All’inizio consigliamo quasi sempre impacchi caldi, un delicato massaggio della palpebra e un’igiene regolare. È un primo passo sensato, poiché il calore aiuta ad ammorbidire il secreto nella ghiandola, mentre il massaggio favorisce la liberazione dell’ostruzione. Questa routine non è utile solo nella fase acuta, ma anche a lungo termine per chi ha palpebre sensibili, infiammazioni ricorrenti o problemi della superficie oculare.

In ambulatorio, però, vedo spesso anche l’altra faccia della medaglia: il paziente segue le indicazioni, utilizza colliri o pomate prescritti, cura con attenzione le palpebre, ma il nodulo rimane quasi invariato. Il trattamento conservativo aiuta in una parte dei pazienti, ma non sempre e non sempre abbastanza rapidamente; è più efficace nei casi recenti, mentre nei calazi più duraturi è opportuno considerare altre opzioni terapeutiche.

È proprio in questo momento che nasce la decisione più importante: continuare con la cura domiciliare o scegliere un’altra soluzione. Non mi baso su una sola regola, ma valuto soprattutto da quanto tempo persiste il calazio, quanto è evidente il nodulo, quanto disturba il paziente e se vedo una reale possibilità di miglioramento con misure conservative. Quando ritengo che la cura domiciliare non porterà più benefici significativi, ma allo stesso tempo non è ancora necessario un intervento chirurgico, propongo spesso l’iniezione di corticosteroide. La considero un buon passo intermedio: molto meno invasivo per il paziente rispetto alla chirurgia, ma spesso molto efficace.

Perché spesso propongo l’iniezione di corticosteroide

Consiglio l’iniezione quando vedo che il calazio non regredisce nonostante una corretta cura e il paziente desidera un trattamento il meno invasivo possibile. Con un ago molto sottile, il farmaco viene iniettato direttamente nel nodulo. L’obiettivo non è rimuovere meccanicamente la lesione, ma ridurre l’infiammazione locale che ne mantiene la persistenza. Quando la reazione infiammatoria diminuisce, spesso si riduce anche il gonfiore e la ghiandola può riaprirsi senza incisioni.

Questo approccio mi piace perché è rapido e semplice per il paziente. La procedura dura solo uno o due minuti, non lascia cicatrici ed è generalmente meno fastidiosa rispetto alla rimozione chirurgica. I dati clinici pubblicati indicano che può essere molto efficace: in molti pazienti il calazio si riduce o scompare, talvolta già dopo una sola iniezione, talvolta dopo due. Per molti rappresenta quindi una reale possibilità di evitare l’intervento chirurgico.

Spiego però sempre che non è una soluzione universale. Se dopo uno o due tentativi non si osserva una risposta soddisfacente, di solito non ha senso prolungare il trattamento ed è meglio considerare la chirurgia. Raramente possono comparire schiarimento o assottigliamento della pelle nel punto di iniezione, motivo per cui è importante che la procedura sia eseguita da un oftalmologo esperto.

Recentemente ho trattato un ragazzo di 22 anni con due noduli dolorosi sulla palpebra inferiore presenti da circa tre mesi. Aveva già seguito una terapia con colliri e una corretta igiene palpebrale, senza miglioramenti. Poiché temeva l’intervento chirurgico, abbiamo optato per l’iniezione di corticosteroide. Dopo due applicazioni, il gonfiore è scomparso completamente e l’intervento non è stato necessario. Proprio casi come questo sono il motivo per cui utilizzo spesso questo metodo: è rapido, pratico ed efficace nel paziente giusto.

Quando consiglio altre soluzioni

Nella decisione non considero solo la lesione sulla palpebra, ma anche il quadro generale. Se si tratta di un calazio piccolo e recente, consiglio impacchi caldi, massaggio e igiene: è l’approccio iniziale meno invasivo e spesso sufficiente.

Se invece vedo che i problemi si ripetono, che il paziente presenta infiammazione dei margini palpebrali, ghiandole di Meibomio ostruite o disturbi cronici della superficie oculare, è necessario un approccio più ampio. In questi casi non basta trattare il singolo nodulo, ma bisogna intervenire anche sulla causa. Consiglio quindi spesso la terapia IPL come OptiLight, che considero un trattamento causale più completo: riduce l’infiammazione e migliora la funzione delle ghiandole di Meibomio, responsabili delle recidive. Studi su calazi ricorrenti e resistenti mostrano risultati promettenti soprattutto nella riduzione delle recidive e nel miglioramento della funzione ghiandolare.

Consiglio l’intervento chirurgico quando il calazio è grande, molto persistente, quando non risponde all’iniezione o quando già inizialmente ritengo che sia la soluzione più efficace. Inoltre, nelle recidive nello stesso punto, è importante valutare con attenzione e, se necessario, considerare ulteriori accertamenti, poiché in rari casi è opportuno inviare il tessuto per esame istologico.

Domande frequenti sul calazio

Che cos’è il calazio?

Il calazio può scomparire da solo?

Come avviene il trattamento non chirurgico del calazio?

Come funziona l’iniezione di corticosteroide nel calazio?

Quando si sceglie l’iniezione di corticosteroide?

L’iniezione nel calazio è dolorosa ed è sicura?

Quando è necessario l’intervento chirurgico?

La terapia IPL OptiLight può aiutare nel calazio?