In ambulatorio incontro spesso persone che convivono con gli stessi disturbi da anni. Gli occhi sono arrossati, il bordo delle palpebre brucia o prude, al mattino le ciglia sono incollate tra loro. I colliri per gli occhi secchi offrono solo un sollievo temporaneo e poi i sintomi ritornano. La causa sorprende molti: alla base delle ciglia vive un acaro microscopico, invisibile a occhio nudo. Si chiama Demodex. Nella maggior parte delle persone non provoca alcun disturbo, finché non si moltiplica eccessivamente.
Un acaro invisibile che vive sulla nostra pelle
Demodex è un genere di acari microscopici che fanno parte della normale flora cutanea degli adulti. Misurano tra 0,1 e 0,4 millimetri e non sono visibili senza un microscopio. Vivono nei follicoli piliferi e nelle ghiandole sebacee di tutto il corpo, ma prediligono in particolare le palpebre.
Sulle ciglia si trovano soprattutto due specie. Demodex folliculorum vive nei follicoli delle ciglia e si nutre di cellule cutanee morte. Demodex brevis è leggermente più piccolo, ma penetra più in profondità nelle ghiandole di Meibomio, dove viene prodotta la componente lipidica del film lacrimale.
La presenza di questi acari non rappresenta di per sé una malattia. Con l’avanzare dell’età il loro numero aumenta e, dopo i settant’anni, sono presenti in quasi tutte le persone. I problemi insorgono quando si moltiplicano eccessivamente. A favorire questa proliferazione possono contribuire la rosacea, il diabete, un sistema immunitario indebolito e alcune malattie croniche della pelle.
Quando il loro numero aumenta, l’organismo reagisce con un’infiammazione. In questo caso si parla di blefarite da Demodex, un’infiammazione cronica delle palpebre causata proprio da questo invisibile abitante della nostra pelle.
Come può un acaro così piccolo causare problemi così importanti
Quando il Demodex prolifera eccessivamente, inizia a provocare danni a diversi livelli. Irrita meccanicamente e dilata i follicoli piliferi, influenzando la crescita delle ciglia e la funzione delle ghiandole palpebrali. Sulla sua superficie trasporta batteri e altri microrganismi che contribuiscono ulteriormente all’infiammazione.
L’organismo riconosce i suoi residui e i prodotti del suo metabolismo come corpi estranei, sviluppando una risposta infiammatoria cronica difficile da controllare senza un trattamento adeguato.
Le ghiandole di Meibomio sono particolarmente colpite. Demodex brevis le colonizza direttamente e i suoi prodotti di scarto possono ostruirne gli sbocchi. Il risultato è una riduzione della qualità del film lacrimale, una più rapida evaporazione delle lacrime e la comparsa dei sintomi dell’occhio secco.
Per questo motivo la blefarite da Demodex rimane spesso non riconosciuta. I sintomi sono molto simili a quelli di altri disturbi oculari, mentre la vera causa resta nascosta in profondità nelle palpebre. Lo stesso vale per altri disturbi del film lacrimale, nei quali la causa più frequente dell’occhio secco è la disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Di questo argomento ha scritto la mia collega Urša Pečjak nell’articolo La causa più comune degli occhi secchi.
I collaretti rivelano la diagnosi
I sintomi più frequenti sono arrossamento del bordo palpebrale, bruciore, prurito, sensazione di corpo estraneo e ciglia incollate al risveglio. Gli occhi appaiono affaticati e irritati e i disturbi si sviluppano lentamente, tanto che molte persone li attribuiscono al lavoro al computer, alla stanchezza o all’invecchiamento.
Durante l’esame delle palpebre, la prima cosa che cerco sono i cosiddetti collaretti, depositi cilindrici attorno alla base delle ciglia. Si tratta di piccoli manicotti cerosi che si formano a causa della presenza degli acari e dei loro prodotti di scarto.
Questi depositi sono quasi esclusivi della blefarite da Demodex e rappresentano un segno molto affidabile della malattia. Poiché i sintomi si sovrappongono spesso a quelli dell’occhio secco o della blefarite allergica, una visita oculistica accurata è fondamentale. Sulle differenze tra occhio secco e allergia oculare ha scritto la collega Urša Pečjak nell’articolo Allergie oculari e occhi secchi, mentre il percorso diagnostico dell’occhio secco è descritto nell’articolo 5 passi per la diagnosi dell’occhio secco.
Dall’igiene delle palpebre alle moderne terapie con la luce
La base del trattamento è un’igiene palpebrale regolare e corretta. Una delicata pulizia del bordo delle palpebre una o due volte al giorno riduce il numero degli acari e rimuove i depositi. A questo proposito possono essere utili anche le misure di base per la cura degli occhi, riassunte dalla collega Urša Pečjak nell’articolo 5 soluzioni per gli occhi secchi.
Sono disponibili prodotti specifici contenenti estratto di tea tree oppure terpinen-4-olo, un principio attivo con azione contro il Demodex. Una revisione Cochrane del 2020 mostra che le prove scientifiche sull’efficacia di questi prodotti non sono ancora del tutto concordi, ma l’igiene delle palpebre rimane il pilastro fondamentale del trattamento.
Quando questo non è sufficiente, integro la terapia con procedure più avanzate, come la luce pulsata intensa (IPL) e la fotobiomodulazione. Ho descritto il mio approccio alle terapie luminose nell’articolo Optilight o LipiFlow.
L’IPL utilizza brevi impulsi luminosi per ridurre l’infiammazione, migliorare la funzione delle ghiandole di Meibomio e diminuire il numero degli acari. La fotobiomodulazione, invece, sfrutta una luce a bassa energia per modulare e ridurre l’infiammazione.
Una malattia cronica che può essere controllata con successo
La blefarite da Demodex è una condizione cronica. L’obiettivo del trattamento non è eliminare completamente gli acari, poiché fanno parte della normale flora cutanea, ma ridurne il numero fino a un livello che non provochi più sintomi.
Il miglioramento avviene gradualmente. Prurito, bruciore e arrossamento spesso diminuiscono già nelle prime settimane di una corretta igiene palpebrale, mentre la completa risoluzione dell’infiammazione può richiedere diversi mesi.
Per questo motivo l’igiene delle palpebre diventa spesso parte della routine quotidiana, soprattutto nelle persone affette da rosacea, diabete o da disturbi ricorrenti. La blefarite da Demodex è molto più frequente di quanto si possa immaginare. La buona notizia è che oggi siamo in grado di riconoscerla con precisione e di controllarla efficacemente. Se trattata tempestivamente, nella maggior parte dei casi non lascia conseguenze permanenti sulla vista né sulla salute degli occhi.