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Quando si attenuano i problemi di visione notturna dopo l'intervento di chirurgia refrattiva

mag. Kristina Mikek, dr. med.

mag. Kristina Mikek, dr. med.
specialista in oftalmologia

2756 min04. 08. 2026

intervento laserdopo l’intervento

I riflessi luminosi, gli aloni e l'abbagliamento intorno alle luci sono relativamente frequenti nelle prime serate dopo l'intervento di chirurgia refrattiva. Nella maggior parte dei casi fanno parte del normale decorso di recupero e si attenuano gradualmente. È importante sapere perché si manifestano, quanto possono durare e in presenza di quali segnali non è opportuno attendere il controllo di routine.

Riassunto dell’articolo

La visione notturna dopo l'intervento di chirurgia refrattiva in breve

  • I riflessi luminosi, gli aloni e l'abbagliamento sono generalmente più marcati nei primi giorni dopo l'intervento.
  • Dopo l'intervento laser tendono spesso a diminuire settimana dopo settimana, con la stabilizzazione della cornea e del film lacrimale.
  • Dopo l'intervento con impianto di lente, l'adattamento alla nuova ottica può richiedere da alcune settimane a qualche mese.
  • Nella maggior parte dei pazienti la visione notturna si stabilizza quasi completamente tra il terzo e il sesto mese.
  • Se la vista peggiora o compaiono dolore più intenso o una marcata sensibilità alla luce, è necessario un controllo anticipato.

Perché dopo l'intervento di chirurgia refrattiva compaiono riflessi luminosi e abbagliamento di notte

Le prime serate dopo l'intervento di chirurgia refrattiva sorprendono molti pazienti. Durante il giorno la vista è nitida, ma guidando nell'oscurità intorno ai fari e ai lampioni compaiono riflessi, raggi luminosi o un leggero abbagliamento. Questa differenza può risultare inaspettata, poiché sembrerebbe naturale che una buona visione diurna corrisponda a una visione altrettanto buona di notte.

I fenomeni visivi notturni dopo l'intervento di chirurgia refrattiva hanno di norma due origini. La prima è di natura ottica ed è legata al tipo di intervento. Di notte la pupilla si dilata, per cui una parte maggiore dell'ottica dell'occhio partecipa alla visione.

Dopo l'intervento laser, la luce passa anche attraverso la zona periferica della cornea, dove l'area rimodellata dal laser si unisce alla superficie non trattata. In questo punto di transizione la luce può disperdersi leggermente. L'occhio percepisce questa luce come un raggio, un riflesso o un alone attorno a una fonte luminosa. Dopo l'intervento con impianto di lente, il fenomeno è legato all'ottica della lente intraoculare inserita. Nelle lenti multifocali la luce viene distribuita tra più punti focali, mentre le lenti a profondità di campo estesa la indirizzano verso un'area di focus più ampia. Questa ottica consente una buona visione a diverse distanze, ma può rendere i fenomeni luminosi notturni leggermente più evidenti. Di giorno la pupilla è più ristretta, quindi le zone periferiche dell'ottica partecipano meno alla visione e di solito non si verificano disturbi.

Un'altra causa frequente è un film lacrimale instabile. Questo fattore è importante soprattutto dopo l'intervento laser. La superficie dell'occhio si stabilizza ancora nelle prime settimane, e un film lacrimale irregolare disperde ulteriormente la luce. L'abbagliamento risulta quindi più marcato quando gli occhi sono secchi o stanchi. La causa ottica e l'occhio secco spesso si intrecciano.

Da cosa dipende l'intensità dei fenomeni notturni

Nell'intervento laser, il pattern di ablazione viene pianificato in modo da preservare al meglio la curvatura asferica naturale della cornea e limitare le irregolarità ottiche. Con il metodo SMILE l'intervento avviene attraverso una piccola apertura senza la formazione di un flap corneale, tuttavia anche con questo metodo non è possibile escludere del tutto fenomeni notturni transitori. Possono essere più evidenti in caso di difetti visivi elevati e nelle prime settimane dopo metodi di superficie come la PRK.

Nell'intervento con impianto di lente è importante la scelta della lente adeguata. Le lenti con più punti focali offrono una maggiore indipendenza dagli occhiali, ma gli aloni luminosi possono risultare più marcati rispetto alle lenti monofocali. Anche un piccolo difetto visivo residuo può contribuire a una visione notturna disturbata.

In entrambi i tipi di intervento il neuroadattamento gioca un ruolo importante, cioè l'abitudine del cervello alla nuova immagine ottica. Con il tempo le percezioni fastidiose tendono a passare in secondo piano, anche se la velocità di questo processo non può essere prevista con precisione per ogni singola persona. Per questo, prima dell'intervento valuto la condizione dell'occhio e parlo con il paziente delle sue abitudini e di cosa desidera dalla propria vista. In questo modo possiamo adattare la scelta dell'intervento o della lente anche alle esigenze legate alla guida notturna e ad altre aspettative.

Quanto durano i problemi di visione notturna

Nei primi giorni dopo l'intervento i riflessi luminosi sono generalmente più marcati, per cui sconsigliamo la guida nell'oscurità. Il momento preciso in cui la guida notturna torna a essere sicura dipende dal tipo di intervento e dal decorso del recupero e viene confermato durante il controllo.

Dopo l'intervento laser la vista tende a migliorare nelle settimane successive, con la stabilizzazione della cornea e del film lacrimale. Dopo i metodi di superficie questo percorso può essere leggermente più lungo. Il miglioramento si riconosce dal fatto che i riflessi luminosi diminuiscono, la guida nell'oscurità risulta meno faticosa e gli occhi sono meno stanchi alla sera.

Dopo l'intervento con impianto di lente, l'adattamento a una lente multifocale o a una lente a profondità di campo estesa può richiedere da alcune settimane a qualche mese. 

Tra il terzo e il sesto mese la situazione si stabilizza quasi completamente nella maggior parte dei pazienti. Un leggero abbagliamento in presenza di fari molto intensi o con la pioggia può ancora manifestarsi occasionalmente, ma di norma non limita più le attività quotidiane.

Quando è necessario un controllo anticipato a causa della visione notturna

I fenomeni notturni transitori generalmente non sono segno di una complicanza pericolosa. Alcuni cambiamenti, tuttavia, non rientrano nel normale decorso di recupero e richiedono un controllo anticipato.

Rivolgetevi prima a un controllo se:

  • la visione notturna peggiora settimana dopo settimana invece di migliorare;
  • all'abbagliamento si associa un improvviso peggioramento dell'acuità visiva che non si risolve battendo le palpebre o riposando;
  • compaiono dolore più intenso o una marcata sensibilità alla luce.

Durante il controllo valuto se si tratta ancora di una fase prevista del recupero oppure se è presente un'altra causa, ad esempio un difetto visivo residuo, l'occhio secco o un cambiamento del fondo oculare. Dall'esito dipende se sono sufficienti il tempo e il monitoraggio oppure se è necessario un trattamento supplementare.

Cosa aiuta contro l'abbagliamento e i riflessi luminosi notturni

Se i disturbi risultano marcati anche dopo diversi mesi, valutiamo prima di tutto il film lacrimale. L'occhio secco è una causa frequente di abbagliamento persistente, poiché una superficie oculare irregolare disperde ulteriormente la luce. Sono utili l'uso regolare delle gocce prescritte e di lacrime artificiali senza conservanti, un riposo adeguato per gli occhi e l'evitare la guida notturna quando gli occhi sono stanchi. 

Se riscontriamo un difetto visivo residuo, in una piccola percentuale di pazienti è possibile correggerlo con un intervento aggiuntivo. È importante soprattutto monitorare la direzione dell'evoluzione: un miglioramento graduale è previsto, mentre un peggioramento richiede un controllo. Con un monitoraggio a lungo termine della vista dopo l'intervento possiamo riconoscere per tempo anche i cambiamenti che non sono più legati al recupero iniziale.

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