Quando le persone iniziano a pensare a un intervento di correzione della vista, spesso la prima cosa a cui pensano sono gli occhiali, le lenti a contatto o quale tecnica possa essere la più adatta a loro. Tuttavia, la decisione di sottoporsi all’intervento non inizia dalla scelta della tecnica. Inizia da una domanda più personale: che cosa desiderate dalla vostra vista e cosa vi limita maggiormente nella vita quotidiana con la vostra visione attuale. C’è chi vorrebbe vedere chiaramente al mattino senza dover cercare gli occhiali. Chi desidera praticare sport, nuotare o viaggiare senza pensare alle lenti a contatto. E chi non è tanto infastidito dalla qualità della vista, quanto dal fatto di doverci pensare continuamente durante tutta la giornata.
Per questo motivo non inizio una consulenza per la chirurgia refrattiva parlando delle possibili tecniche di correzione. Voglio prima capire come vedete oggi, cosa vi disturba, in quali situazioni vorreste una maggiore semplicità e quali sono le vostre aspettative riguardo a un eventuale intervento. Solo dopo è possibile valutare ciò che è sicuro, sensato e realmente raggiungibile per i vostri occhi.
Una vista migliore non significa solo un’immagine più nitida
Per qualcuno una vista migliore significa poter guidare senza occhiali. Per altri significa sentirsi più liberi durante lo sport, al mare o in viaggio. Altri ancora desiderano essere meno dipendenti dalle lenti a contatto perché verso sera diventano sempre più difficili da tollerare. C’è poi chi vede bene con gli occhiali, ma è infastidito dal fatto che la propria vista richieda sempre una certa organizzazione.
Per questo motivo il valore della diottria da solo non racconta tutta la storia. Indica quale correzione ottica è necessaria, ma non spiega come vivete la vostra vista. Due persone con la stessa diottria possono prendere decisioni completamente diverse. Una è soddisfatta degli occhiali e non prende in considerazione l’intervento. L’altra desidera maggiore semplicità nelle attività che considera importanti.
In ambulatorio mi aiuto con domande concrete. Quando la vista occupa maggiormente i vostri pensieri? Durante il lavoro, la guida, lo sport, i viaggi o alla fine della giornata con le lenti a contatto? Vorreste soprattutto maggiore indipendenza o meno preoccupazioni in determinate situazioni? Queste domande non servono a presentare gli occhiali o le lenti a contatto come un problema. Servono a esprimere più chiaramente cosa vi soddisfa della vostra vista attuale e cosa vorreste cambiare.
A volte il problema non è la diottria in sé
Quando si valuta un intervento di correzione della vista, è utile comprendere cosa vi pesa davvero. Talvolta è la scarsa visione senza ausili. Talvolta gli occhiali. Talvolta le lenti a contatto. Altre volte, invece, è soprattutto la sensazione di dover adattare continuamente le proprie attività alla vista. Per alcuni il problema principale è la dipendenza dagli occhiali. Con essi vedono perfettamente, ma senza non si sentono sicuri alla guida, al lavoro o nei movimenti quotidiani. Per altri la vista con le lenti a contatto è buona, ma gli occhi non riescono più a tollerarle per l’intera giornata. Bruciore, secchezza, sensazione di sabbia negli occhi o palpebre pesanti sono informazioni importanti per il medico, perché possono indicare una superficie oculare sensibile o problemi del film lacrimale.
La chirurgia refrattiva non è sempre la migliore prima soluzione. Talvolta è più opportuno migliorare prima la qualità del film lacrimale, ridurre i sintomi dell’occhio secco, modificare l’utilizzo delle lenti a contatto, verificare la correzione ottica attuale oppure attendere che la diottria si stabilizzi. Per questo motivo, durante la consulenza, oltre al desiderio di ridurre la dipendenza dagli occhiali, è utile descrivere le situazioni in cui la vista vi crea maggiori difficoltà.
Il successo dell’intervento dipende anche dalle aspettative
È importante esprimere chiaramente le proprie aspettative. C’è chi desidera soprattutto essere meno dipendente dagli occhiali per la visione da lontano. Chi vuole praticare sport senza lenti a contatto. Chi desidera affrontare i viaggi con meno preoccupazioni. Si tratta di obiettivi diversi, e per questo il colloquio con il medico non può essere uguale per tutti. È importante anche comprendere ciò che l’intervento non può sempre garantire. Una completa indipendenza da qualsiasi tipo di occhiale in tutte le situazioni non è un obiettivo realistico per tutti. Dopo i quarant’anni la visione da vicino cambia naturalmente, per cui è necessario parlare di lettura, lavoro al computer e dell’eventuale necessità di occhiali per vicino dopo l’intervento.
Per questo motivo il concetto di successo varia da persona a persona. Per alcuni significa una visione eccellente da lontano. Per altri una maggiore facilità nello sport o nella vita quotidiana con meno ausili. Per altri ancora significa soprattutto essere meno dipendenti dalle lenti a contatto. È importante che l’obiettivo sia chiaro prima ancora di parlare della tecnica chirurgica.
La visita mostra ciò che è sicuro per i vostri occhi
Durante la visita preoperatoria non misuriamo soltanto la diottria. Valutiamo l’entità e la stabilità del difetto refrattivo, l’astigmatismo, lo spessore e la forma della cornea, la superficie oculare, il film lacrimale e lo stato generale di salute degli occhi.
Il colloquio è importante quanto le misurazioni. Quanto tempo trascorrete al computer? Utilizzate lenti a contatto? Guidate spesso di notte? Praticate sport? Quali sono le vostre aspettative riguardo alla visione da lontano, al lavoro e alla lettura? Le risposte aiutano a capire se l’intervento è indicato e quale forma di correzione sia più adatta.
Talvolta la visita conferma che la chirurgia refrattiva è una buona soluzione. Altre volte mostra che è necessario prima ridurre i sintomi dell’occhio secco, migliorare il film lacrimale, monitorare la diottria o scegliere un approccio diverso. In alcuni casi, la risposta migliore è che l’intervento non è attualmente indicato.
La consulenza è più utile quando aiuta a comprendere tutte le possibilità. Se decidete di non sottoporvi all’intervento o se al momento non siete candidati idonei, la diottria e la salute degli occhi possono essere monitorate nel tempo. Attraverso il programma Moja Morela, a tutti coloro che si affidano a noi offriamo gratuitamente il controllo dell’acuità visiva, della diottria e della pressione oculare. Si tratta di importanti indicatori preventivi per mantenere occhi sani e una buona vista.
Una decisione che spesso richiede tempo
Molte persone riflettono sulla chirurgia refrattiva per anni. È comprensibile. Si tratta degli occhi, della fiducia e di una decisione che deve maturare senza pressioni. Alcuni iniziano a pensarci seriamente quando devono cambiare gli occhiali. Altri quando le lenti a contatto diventano meno confortevoli. Altri ancora quando cambia il loro stile di vita.
Il tempo non è necessariamente tempo perso. In questo periodo spesso si comprende meglio cosa dà fastidio e cosa si desidera davvero. La diottria può diventare più stabile e talvolta sono disponibili esami precedenti utili per il confronto.
Non importa se state pensando all’intervento per la prima volta o da molto tempo. Ciò che conta è che la decisione nasca da aspettative chiare e da una valutazione accurata.
Per molte persone gli occhiali e le lenti a contatto rappresentano un’ottima soluzione. La chirurgia refrattiva può essere una valida opzione quando ciò che desiderate è anche sicuro e realisticamente raggiungibile per i vostri occhi. La decisione giusta, però, non inizia dalla scelta della tecnica, ma dalla comprensione di ciò che vi aspettate dalla vostra vista.
La consulenza non rappresenta un impegno a sottoporsi all’intervento. È un’opportunità per aiutarvi, attraverso una visita e un colloquio approfondito, a capire cosa vi disturba della vostra vista, cosa desiderate cambiare e quali possibilità sono sicure e appropriate per i vostri occhi.
