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Come eseguo la correzione chirurgica delle palpebre, ovvero la blefaroplastica?

Jasna Perković, dr. med.

Jasna Perković, dr. med.
specialista in oftalmologia

193-4 min13. 02. 2026

dopo l’interventoprima dell’interventopalpebre

Quando si pensa a un intervento per le palpebre cadenti, nella mente scorrono subito immagini di bisturi, aghi, punti di sutura, “e se sentissi qualcosa?” e la classica paura dell’ignoto. In realtà, il decorso dell’intervento è molto più tranquillo e prevedibile di quanto la maggior parte delle persone immagini. E sì, al Centro Oculistico Morela eseguiamo tutti gli interventi in regime ambulatoriale, il che significa che arrivi e torni a casa lo stesso giorno.

Prima dell’intervento: una pianificazione accurata è la chiave per un buon risultato

Il successo della correzione chirurgica delle palpebre inizia già con una consulenza approfondita, prima ancora che il paziente entri in sala operatoria. Nella pianificazione dell’intervento valuto innanzitutto lo stato di salute generale ed eventuali problematiche oculari, per poi concentrarmi su un’analisi dettagliata delle palpebre e della regione anteriore dell’occhio. È importante osservare come la palpebra si comporta a riposo e nello sguardo verso l’alto, quale sia la simmetria tra i due occhi e quanta pelle superi effettivamente la piega naturale della palpebra. Questi dettagli influenzano in modo decisivo la scelta della tecnica chirurgica e il risultato finale.

Una parte standard della consulenza oculoplastica è anche l’esame dell’occhio, inclusa la valutazione della superficie oculare e del film lacrimale. In alcuni casi valutiamo anche il campo visivo, poiché una marcata eccedenza di pelle della palpebra superiore può interferire con la porzione superiore del campo visivo e influire sulla funzione visiva. Questa valutazione consente un approccio terapeutico più completo. Un aspetto importante della preparazione è anche il colloquio sui farmaci assunti e sulle abitudini di vita. Alcuni farmaci e integratori alimentari possono aumentare il rischio di sanguinamento, mentre il fumo rallenta comprovamente la guarigione dei tessuti. Per questo motivo il paziente riceve prima dell’intervento istruzioni chiare e personalizzate, volte soprattutto a garantire maggiore sicurezza e una migliore guarigione post-operatoria.

In sala operatoria: preparazione e anestesia

Il giorno dell’intervento tutto si svolge secondo un protocollo consolidato. Dopo esserti accomodato sul lettino operatorio, pulisco e disinfetto accuratamente la pelle intorno agli occhi. Il viso viene coperto con un telo sterile, per garantire un ambiente sterile durante la procedura.

Prima di iniziare, segno con precisione la linea di incisione, che segue la piega naturale della palpebra ed è adattata alla tua anatomia individuale. Questo passaggio è fondamentale per consentire un’esecuzione precisa e prevedibile dell’operazione.

L’intervento si svolge in anestesia locale. L’anestetico viene iniettato sotto la pelle della palpebra. In quel momento puoi avvertire per un attimo una sensazione di bruciore o pizzicore, che però passa rapidamente, poiché l’anestesia inizia ad agire subito. Una volta che la zona è insensibile, non si avverte dolore, ma si può percepire una lieve pressione o il movimento dei tessuti, cosa del tutto normale e prevista.

L’incisione è nascosta nella piega: cosa fa realmente il medico

L’aspetto più interessante della blefaroplastica è quanto grande possa essere il cambiamento estetico ottenuto rimuovendo solo pochi millimetri di pelle. Nella palpebra superiore l’incisione viene pianificata nella piega naturale, in modo che la cicatrice, una volta guarita, resti nascosta. Attraverso questa piccola incisione cutanea si rimuove la pelle in eccesso e, talvolta, anche una parte del tessuto adiposo viene rimossa o riposizionata. L’obiettivo è sempre lo stesso: un aspetto più riposato e leggero, senza la sensazione che il volto diventi “un’altra persona”.

In alcune persone il problema non è solo l’eccesso di pelle, ma anche l’abbassamento della palpebra dovuto all’indebolimento del muscolo che solleva la palpebra superiore (ptosi). In questi casi la blefaroplastica viene combinata con un intervento che solleva l’intera palpebra, non solo la pelle, poiché altrimenti il risultato non sarebbe ottimale.

Conclusione dell’intervento: punti, pomata e ritorno a casa

Una volta completata la correzione, l’incisione viene chiusa con sottili punti di sutura, che devono essere rimossi dopo circa una settimana. L’intervento dura circa un’ora, talvolta anche più a lungo, a seconda dell’entità della correzione necessaria.

In definitiva, quando si comprende il decorso dell’intervento, la chirurgia della pelle palpebrale cadente smette di essere un tema “misterioso” e diventa una sequenza logica di passaggi. Ed è proprio questo che spesso porta maggiore serenità ancora prima che l’intervento abbia luogo.